Tra il 1985 e il 1995 furono assassinate a Modena otto giovani donne,
tutte consumatrici di eroina e in larga maggioranza dedite alla
prostituzione. Vite ai margini, gioventù spezzate prima dalla droga e
poi da una mano criminale. Una pagina di storia modenese che non è
ancora stata chiusa - nessuno degli otto delitti è stato risolto - e che
forse, a ben guardare, non è mai stata davvero aperta: reticenze,
lentezza nelle indagini, errori, una città intera che pare essersi
chiusa gli occhi davanti al degrado e all'umiliazione dei più fragili,
preferendo ignorare il lato oscuro di quel benessere che prometteva di
non finire mai. A più di trent'anni dal primo omicidio, un romanzo
basato su un'ampia documentazione storica e realizzato con la consulenza
del giornalista Pier Luigi Salinaro - il primo a ipotizzare la presenza
di uno stesso killer dietro agli otto omicidi - prova ad aprire uno
squarcio di memoria su fatti e persone troppo a lungo dimenticati.

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